L’EPOPEA DEL RE DI MALAGROTTA MANLIO CERRONI

 

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I comuni cittadini non sanno nemmeno chi è. Invece, Manlio Cerroni – detto, alternativamente,  “il supremo” da chi ne godeva i favori  e lo temeva, oppure “Er monnezza” – è stato per 40 anni uno degli uomini più potenti della capitale, essendo il padrone e gestore della discarica di Malagrotta. Negli articoli pubblicati da vari giornali nel giorno del suo arresto è sintetizzata una sorta di “epopea ingloriosa”, nella quale il potere finanziario di un privato riesce a condizionere, coinvolgere, frenare, strumentalizzare  i protagonisti della politica della Capitale, non importa di quale partito. Un sistema di condizionamenti, pressioni, prebende costruito ad arte per amministrare e incrementare il proprio patrimonio finanziario. Una capacità di infiltrazione negli stessi palazzi giudiziari capace di far sparire due volte gli atti dell’inchiesta. Nell’amministrazione regionale, davanti a un singolo privato, all’opera una politica “debole” ed i suoi dirigenti amministrativi, scelti e selezionati da questa politica debole. Pronti a vendere la loro “dignità ed onore” per un piatto di lenticchie. Quale possibile ragionamento sull’imparzialità della pubblica amministrazione è solo azzardabile in un tale contesto di rapporti incestuosi?

ARRESTO – Il Fatto quotidiano 10 gen 2014

ARRESTI – L’Espresso 10 gen 2014

ARRESTO – La Repubblica 10 GEN 2014

INCHIESTA de L’ESPRESSO – ottobre 2012

I CESTINI NATALIZI Corsera 21 gennaio 2014

La TV di CERRONI – Il Fatto quotidiano 16 gen 2014

FINAZIAMENTO a Edo Ronchi – Il Fatto quotidiano 13 gen 2014

ROMA CAPITALE

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“Roma CAPITALE” è scritto con orgoglio fuori luogo sul logo dei vigili urbani di Roma. In realtà la città che da venti anni la Lega qualifica come “roma ladrona” altro non è che la metafora  visibile di un Paese stanco, caotico, privo di strategie e di speranze. In ogni caso, anche omettendo di coinvolgere “il Paese” nelle vicende di una singola realtà territoriale, è innegabile che Roma, da 60 anni, è una città non amministrata strategicamente, con strutture amministrative interne ed esternalizzate (ATAC  – Ama) inefficienti e costose, preda e territorio di speculazioni, manovre e devastazioni che l’hanno resa proprio come la fotografano, Paolo Conti e Sergio Rizzo sui due articoli pubblicati sul Corriere della Sera del 21 e del 26   gennaio 2014.

La politica a Roma dove é stata in tutto questo tempo? La pubblica Amministrazione cosa è?

ROMA: VIAGGIO NELLA METROPOLI SPORCA – Corsera 21 gen 2014

I NUOVI RE DI ROMA – Corsera 26 gen 2014

ROMA: LA CARICA DEI DIPENDENTI COMUNALI – Corsera 28 dic 2011

ROMA – Dipendenti Atac Ama e Acea – Corsera 7 gen 2014

Le vergogne dell’ATAC – Corsera 25 lug 2013

La governance degli enti pubblici previdenziali e assicurativi

MASTRAPASQUA

Uno delle poche apprezzabili conseguenze del ciclone politico che avvolge in questi giorni la Presidenza di Antonio MASTRAPASQUA all’INPS sta nell’aver rilanciato il dibattito e la necessità stringente di riformare il sistema di governance dell’Istituto (e dell’INAIL). Continua a leggere

Presentazione al CNEL dell’ultimo numero di “NUOVA ETICA PUBBLICA”.

20130703_172019Il 27 gennaio 2014 L’Associazione Etica Pubblica ha presentato al CNEL l’ultimo numero della Rivista on line “Nuova Etica Pubblica”, pubblicata sul sito dell’Associazione. Promotori dell’incontro Antonio Zucaro, presidente di Etica pa, Daniela Carlà, direttore della Rivista e Giuseppe Beato, direttore del sito. Ospiti di riguardo erano  Manin CARABBA, Paolo DE IOANNA, Guido MELIS e Nicoletta STAME, i cui interventi  hanno caratterizzato l’incontro che riguardava i controlli, argomento clou del numero di dicembre 2013 della Rivista. Tutti i relatori hanno puntato l’attenzione sull’esigenza dei controlli sulle politiche pubbliche e sui controlli di gestione delle attività e dei risultati conseguiti dalle Amministrazioni pubbliche. La tematica, che stenta ancora a trovare nella vita delle pubbliche amministrazioni una collocazione all’altezza della sua importanza, si confronta dialetticamente con un’altra, egualmente importante, la materia dei controlli sulla regolarità degli atti: qui, i contorni di una nuova “cultura e prassi del controllo” che sia autonoma, efficace e al passo con i tempi stenta ad emergere. Ne è prova anche il franco dibattito  seguito agli interventi dei relatori e alimentato dal pubblico qualificato presente in sala.

Rivista on line “Nuova Etica Pubblica” – dicembre 2013

INIZIATIVE DEL CNEL SUI LIVELLI E LA QUALITA’ DEI SERVIZI DELLE PPAA

 

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La V Commissione del CNEL, presieduta dal Consigliere Manin CARABBA, ha promosso lo scorso 22 gennaio un incontro con le Confederazioni sindacali , fra le quali la CIDA – che rappresenta circa 120.000 dirigenti pubblici e privati – per discutere sugli indicatori di qualità dei servizi resi dalle pubbliche amministrazioni.

 La CIDA al CNEL per la relazione sui livelli di qualità dei servizi ai cittadini e alle imprese

 

 

Poteri forti – Il blocco burocratico-corporativo

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Ernesto Galli della Loggia, nel fondo sul Corriere della Sera del 24 gennaio 2014, individua il blocco burocratico-corporativo – composto da Consiglio di Stato, Corte dei Conti, Authorithy, alta burocrazia (direttori generali, capigabinetto, capi degli uffici legislativi) altissimi funzionari degli Organi costituzionali, vertici delle fondazioni bancarie, membri dei cda delle società a partecipazione pubblica – come il vero potere forte che vanifica qualunque riforma disposta dal Parlamento. Il principale obiettivo del Blocco burocratico-corporativo è “quello di autoalimentarsi frenando qualunque cambiamento”. E’ talmente forte questo blocco burocratico-corporativo che è capace di rendere “il comando politico e suoi rappresentanti….subalterni alla sfera amministrativa(vedi qui l’articolo). Continua a leggere

JOBS ACT – Lettera aperta a Matteo Renzi

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Jobs act  é un acronimo che sta per “jumpstart our business startups act – Atto sulla spinta iniziale agli affari”, legge federale adottata nel 2012 dagli Stati Uniti d’America. Il documento di programma sul lavoro in Italia, diffuso l’8 gennaio 2014 dal Segretario del Partito democratico Matteo Renzi, porta lo stesso nome.

Interessano le problematiche della pubblica amministrazione ben 3 degli otto punti della parte A – “Il sistema” – del programma in questione. Precisamente:

6. Eliminazione della figura del dirigente a tempo indeterminato nel settore pubblico. Un dipendente pubblico è a tempo indeterminato se vince concorso. Un dirigente no. Stop allo strapotere delle burocrazie ministeriali.

7. Burocrazia. Intervento di semplificazione amministrativa sulla procedura di spesa pubblica sia per i residui ancora aperti (al Ministero dell’Ambiente circa 1 miliardo di euro sarebbe a disposizione immediatamente) sia per le strutture demaniali sul modello che vale oggi per gli interventi militari. I Sindaci decidono destinazioni, parere in 60 giorni di tutti i soggetti interessati, e poi nessuno può interrompere il processo. Obbligo di certezza della tempistica nel procedimento amministrativo, sia in sede di Conferenza dei servizi che di valutazione di impatto ambientale. Eliminazione della sospensiva nel giudizio amministrativo. 

8. Adozione dell’obbligo di trasparenza: amministrazioni pubbliche, partiti, sindacati hanno il dovere di pubblicare online ogni entrata e ogni uscita, in modo chiaro, preciso e circostanziato. 

Pubblichiamo qui di seguito, sia il testo integrale del Jobs act, sia la lettera aperta del Presidente dell’associazione Etica pa, Antonio ZUCARO, di commento alle enunciazioni di cui ai tre punti qui sopra.

JOBS ACT RENZI testo integrale

Jobs act – Lettera aperta a Matteo Renzi

OMS – Principi internazionali della salute

oms_logoPubblichiamo una rassegna dei documenti più significativi emanati dall’Organizzazione mondiale della sanità (VEDI) dal 1978 (dichiarazione di Alma Ata) ad oggi.

 I principi internazionali della salute

Particolarmente significativi “la Dichiarazione della Sanità mondiale” – HEALTH 21 – adottata  nel maggio 1998 e il documento finale della 1a Conferenza internazionale sulla promozione della salute, tenutasi ad Ottawa nel Canada nel novembre 1986, che fissò le linee guida che dovevano ispirare la politica degli Stati e L’Organizzazione mondiale della sanità a favore della Salute per Tutti per gli anni 2000 e oltre.

Dichiarazione di Alma Ata del 1978.

HEALTH 21 – 1998.

La Carta di Ottawa del 1986.

LA CARTA DI TALLIN (2008)

Qui qualcuno sta barando: rapporto Bloomberg sul sistema sanitario italiano

Bloomberg, multinazionale della comunicazione, stila una serie di classifiche riguardanti la vita economica e sociale nei vari Stati del mondo. Fra queste, la graduatoria sintetica dei Sistemi sanitari più efficienti: in questa classifica, risultante dal “merge” fra gli indicatori di efficienza, di aspettativa di vita e di costo della spesa sanitaria in relazione al PIL pro capite, è emerso – vedi dato Bloomberg del novembre 2013 – che il sistema sanitario italiano è al 6° posto nel mondo.

L’informazione in questione è largamente suffragata dai dati presenti nel Rapporto OCSE Health at a glance 2013  dei quali offriamo una sintesi – vedi qui.

In linea con il resto dei Paesi OCSE anche la situazione dei posti letto negli Ospedali italiani – vedi qui.

E allora?

Posti letto negli ospedali italiani.

Si riportano dati e informazioni di sintesi tratte dal Sevizio informatico del Ministero della Salute e, per quanto riguarda confronti internazionali, dalla pubblicazione OCSE Health-at-a-Glance-2013, pag 88 e seguenti.

Dai dati ufficiali si desume che, nell’anno 2012, i posti letto “per acuti”- vedi qui la definizione – sono circa 195.000 (167.000 pubblici e 28.000 presso case di cura private), pari a 3,29 posti letto per mille abitanti – clicca qui la tabella del Ministero della salute. I posti letto per “non acuti” (cioè lungodegenti, riabilitazione funzionale  etc) sono 35.000, dei quali 18.000 pubblici e 17.000 di case di cura private, pari nel complesso a 0,59 posti letto per 1000 abitanti – clicca qui la tabella del Min salute per i “non acuti”. In totale circa 230 000 posti letto al 1° gennaio 2012 per un indice complessivo pari a 3,88 posti letto per 1000 abitanti.

La regolamentazione sulla spending review del luglio 2012 ha disposto un target finale di 3,7 posti letto per 1000 abitanti, dei quali 3 per “acuti” e 0,7 per “non acuti”, la qual cosa comporta un taglio pari 14 000 posti letto per gli “acuti“, riequilibrato da un incremento di circa 6 660 posti letto in più per i “non Acuti” – vedi qui le previsioni dei tagli posti letto della spending review, Regione per Regione e alcuni approfondimenti condotti dal “quotidianosanità.it“.

Due dati inconfutabili : 1) i posti letto in Italia sono diminuiti dai 296.000 circa dell’anno 2000 ai 230.000 del 1° gennaio 2012, 22 % in meno- vedi meglio cliccando qui – e arriverà a quota 224.000 ad operazioni di spending review concluse (vedi capoverso precedente); 2) Il confronto con i posti letto dei Paesi OCSE per 1000 abitanti presenti su Health at a glance 2013 – clicca qui – vedono l’Italia abbondantemente sotto media OCSE e di molti punti inferiore a Germania, Austria e Francia.

Due domande finali: quanto è realmente indicativo dell’efficienza generale di un sistema sanitario il numero di posti letto in relazione alla popolazione residente, soprattutto: a) in quelle Regioni dove i conti sono in ordine e, nel contempo, si ricevono in maniera massiccia ricoveri provenienti da residenti in altre Regioni; b) in relazione all’altro indice dei tempi di ricovero in Ospedale – pag 93 di Health at a glance 2013 – dove l’Italia figura perfettamente in media rispetto agli altri Paesi OCSE?

Vedi anche: Il personale del sistema sanitario in Italia – clicca qui

 

Heath at a Glance 2013 – rapporto OCSE

L’OCSE ha pubblicato il rapporto biennale contenente gli indicatori della salute dei suoi Paesi membri. Se ne riporta qui sotto la versione integrale in lingua inglese.

Health-at-a-Glance-2013.

E’ presente sul nostro sito un riassunto sintetico di tale rapporto – clicca qui.

E’ possibile consultare anche un’altra sintesi del rapporto presso il sito Quotidianosanità.it

POSITIVI RISULTATI DELLA SANITA’ IN ITALIA – HEALTH AT A GLANCE 2013

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I risultati d’insieme del monitoraggio effettuato dall’OCSE sulla salute nei Paesi aderenti – effettuato in Health-at-a-Glance-2013, ci raccontano qualcosa di molto diverso da ciò che emerge dalle consuete geremiadi sullo stato della sanità italiana. Invece, dato il presupposto che la validità di un sistema organizzato, pubblico  o privato che sia, si riscontra dai risultati riscontrati sull’utenza di riferimento (outcomes), allora sono gli indicatori sulla salute – così come presenti nel rapporto OCSE – che danno precisa testimonianza dell’impatto del nostro Sistema sanitario sulle salute degli Italiani. Ci siamo dati carico di passare in rassegna gli indicatori più classici della salute e, con compiaciuto stupore, vediamo che l’Italia si trova attestata molto spesso ai primi posti nelle graduatorie stilate sulla base delle rilevazioni statistiche. Continua a leggere

OMS – World Health Report 2000 – Italia seconda al mondo

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Pubblichiamo il WORLD HEALTH REPORT 2000, prodotto dall’Organizzazione mondiale della sanità per il suo valore storico in relazione alla sanità del nostro Paese. In quel rapporto fu ipotizzato un “Indice complessivo” riepilogativo di tutti gli indicatori di qualità e di spesa della sanità che consentisse di operare un confronto fra tutti i sistemi sanitari del mondo e generare una classifica complessiva della capacità di risposta assistenziale in rapporto alle risorse investite da ciascun Paese. Quella interpolazione di indicatori produsse il risultato di collocare ll’Italia al secondo posto al mondo dopo la Francia come livello di qualità complessiva del proprio sistema sanitario nazionale. Vedi qui sotto la copia della pagina 200 di quel rapporto.

Copia di Pagina 200 da WORLD HEALTH REPORT 2000-2

Successivamente l’OMS ha interrotto la produzione di quell’indice sintetico. Tuttavia, la qualità molto alta dei servizi della Sanità del nostro Paese era stata disvelata anche a noi stessi Italiani. Successivamente, le performance di sistema della sanità in rapporto ad altri Paesi del mondo viene misurata anche dai rapporti biennali dell’OCSE, l’ultimo dei quali –  Health-at-a-Glance-2013 – presenta risultati affatto lusinghieri. Si veda in tal senso la sintesi del Rapporto 2013 presente in questo stesso sito (clicca qui).

IL CRAC FINANZIARIO DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

23 NOV 2013 19:00

SU 1140 AZIENDE PUBBLICHE E PRIVATE IL 40% È TECNICAMENTE FALLITO

Esuberi e disservizi, il trasporto locale al tracollo – A Napoli ci sono debiti per 500 milioni, Bologna diminuisce le corse, a Genova il Comune cerca di risanare un’azienda decotta – L’Atac di Roma ha un miliardo e 200 milioni di debiti -Il Fondo unico nazionale è di 4,9 miliardi rispetto al fabbisogno di 6,4…

Valentina Santarpia per “Corriere.it”

Ieri era Napoli, con gli autobus costretti a rimanere in deposito senza benzina. Oggi è Genova, dove il Comune sta cercando di risanare un’azienda che fa acqua da tutte le parti. Ma la protesta dei lavoratori dell’Amt, che sta paralizzando la città, scoperchia un vaso enorme: è la crisi del trasporto pubblico locale (Tpl), che tra bilanci dissestati, personale in esubero, disservizi, evasori, e troppe deroghe, rischiano il collasso. In Campania sono fallite già tre società: l’Ente autonomo Volturno, il Cstp salernitano, l’Acsm a Caserta. Molte altre hanno sfiorato il tracollo: come l’Atac di Roma, travolta da un miliardo e 200 milioni di debiti, dove un supermanager sta cercando di rimettere a posto i conti e far dimenticare gli scandali delle assunzioni pilotate e dei biglietti duplicati.

FALLITI – Ma su un esercito di 1.140 aziende, pubbliche e private, «il 43-44% è tecnicamente fallito», denuncia il sottosegretario ai Trasporti Erasmo De Angelis. Pesano i pesanti tagli ai finanziamenti statali: il Fondo unico nazionale è di 4,9 miliardi rispetto al fabbisogno di 6,4. È vero che le Regioni sono riuscite, presentando entro ottobre il piano di riprogrammazione dei trasporti, a evitare le penalità.

Ed è vero che una sentenza della Corte costituzionale ha respinto il ricorso del Veneto contro il Fondo unico nazionale: «La mobilità è finalmente riconosciuta servizio pubblico essenziale la cui garanzia deve essere lasciata allo Stato centrale», spiega Marcello Panettoni, dell’Asstra, che raccoglie le società pubbliche di Tpl.

Ma il ripristino dopo sette anni del fondo di 500 milioni per la manutenzione dei mezzi – vecchi 12 anni contro una media Ue di 7- è una goccia nel mare per le aziende di trasporto e per i Comuni, che dovendo raggiungere il pareggio di bilancio non riescono più a coprire i buchi. E così guardano ai privati: una necessità dettata anche dall’obbligo, fissato dall’Europa, di assegnare con gara la gestione dei trasporti pubblici locali entro il 2019.

GARA NEL 2015 – È proprio questo che sta accadendo a Genova, come già successo a Firenze: l’Amt, ha assicurato il sindaco, resterà una società in house del Comune fino al 31 dicembre 2014. Ma nel 2015, come prevede la legge regionale appena approvata, verrà indetta una gara per il trasporto unico regionale.

Il Comune punta a far partecipare anche l’Amt, purché sia in buone condizioni economiche: secondo le stime, nonostante i contratti di solidarietà per i 2.300 lavoratori, anche quest’anno si chiuderà con un bilancio in passivo di 8,3 milioni, e il capitale sociale è ancora troppo esiguo, 7-8 milioni.

La parola d’ordine è: risanamento. Basta guardarsi intorno, per capire che grandi alternative non ci sono. L’Eav napoletana, per essere risollevata da debiti per 500 milioni, è stata sottoposta ad un piano ministeriale di ristrutturazione, e i 2.300 lavoratori hanno accettato grossi sacrifici per conservare il posto. L’Actv veneziana quest’anno è riuscita a dimezzare i 17 milioni di debito solo con 200 pensionamenti e 130 spostamenti interni.

PARCHEGGI – A Torino il Comune ha messo in vendita la gestione dei parcheggi di Gtt, perché non è ancora riuscito a risolvere il nodo politico per cedere il 49% della società di Tpl ai privati. A Napoli l’Anm si sta rialzando grazie alla fusione con Metro Napoli, e a una iniezione di 200 milioni dal decreto salva imprese. A Bologna il Comune è riuscito a far passare l’aumento del biglietto e un taglio alle corse per puntare all’utile nel 2014. E a Milano, dove la virtuosa Atm chiuderà l’anno con un utile di 3 milioni, il Comune, che incamera l’utile dei biglietti, ha deciso l’aumento degli abbonamenti mensili e annuali.

 

LE BUSTE ARANCIONI ovvero la simulazione della PENSIONE FUTURA

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Riprendiamo qui sotto integralmente un intervento di Tito Boeri e Luigi Guiso, pubblicato sulla Voce.info a proposito della perdurante latitanza dello Stato ad istituire un valido servizio di informazione ai cittadini sull’entità della propria pensione futura. Si tratta di utilizzare il sistema informatico dell’INPS – ma non solo, perché é necessario anche un indispensabile lavoro professionale agli sportelli con il pubblico – per simulare, a legislazione vigente, quello che sarà il possibile trattamento di pensione di vecchiaia. In tempi ormai andati  di bagordi finanziari, le pensioni,  percepite magari a 57 anni di età, venivano calcolate col sistema retributivo, costituivano una garanzia futura anche per chi aveva all’epoca 40 o 50 anni, per cui non era necessario informarsi sul trattamento futuro. Oggi invece è ormai sulla scena la generazione dei nati dopo il 1970, per la quale il futuro non è affatto garantito. Questa generazione ha il diritto di conoscere, come singoli, quale sarà il proprio futuro economico. Nell’articolo di Boeri si parla giustamente di “patto generazionale corrotto”, di “ignavia di Stato”, di “scuse” avanzate dal Governo per evitare una cosa molto semplice e facilmente prevedibile: che un’intera generazione di quarantenni scopra presto sulla propria pelle che le sue pensioni future saranno al limite della sussistenza e che, quindi, proponga con violenza una questione di disparità di trattamento fra generazioni. Ma le esitazioni e i rinvii non servono a nulla: la partita delle pensioni, della loro sostenibilità e del trade off fra sostenibilità e trattamenti minimi dignitosi è ancora tutta da giocare.

Tito Boeri & Luigi Guiso – Ignavia di Stato

Convegno Bocconi sugli STATI GENERALI delle PENSIONI: alcuni flash

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Avevamo promesso di pubblicare sul nostro sito gli atti del Convegno organizzato da Università BOCCONI e DEUTSCHE BANK sugli STATI GENERALI DELLE PENSIONIvedi qui – lo scorso 28 novembre 2013. Siamo oggi in grado di fornire solo alcuni “spezzoni” delle dichiarazioni rilasciate dai partecipanti al Convegno, nonché le slide presentate da due di questi ultimi. In un momento, “momento” lungo vent’anni, in cui la chiarezza sull’universo pensioni è ben lungi dall’essere stata fatta, le semplici dichiarazioni di soggetti autorevoli può da sola dare il  senso dell’orientamento attuale in materia delle grandi forze politiche, sindacali ed economiche. Così, il Presidente INPS MASTRAPASQUA ha sottolineato che, pur valida la direzione delle ultime riforme, tuttavia la salute del sistema passa comunque dalla salute del mondo del lavoro che sostiene la previdenza pubblica con la contribuzione – vedi qui sintesi sommaria. Il Ministro del Lavoro GIOVANNINI ha parlato di “flessibilizzazione contributiva –vedi qui– intesa come supporto dello Stato a quelle posizioni contributive di giovani con carriere lavorative frammentate. Il Ministro si è anche interrogato sulla possibilità di rendere obbligatoria la “seconda gamba” della pensionistica complementare. Il Segretario della CISL BONANNI aderisce entusiasta a questa idea – si veda qui. Fra tutti i soggetti presenti agli “Stati generali”, la presenza “forte” è quella della Deutsche Bank che dichiara esplicitamente “la grande attenzione di D.B. verso il sistema previdenziale, per rispondere al meglio alle esistenze dei nostri clienti” – vedi qui. Alleghiamo infine le slide dei professori Sergio Paci e Vincenzo Galasso, ambedue dimostrative dell’importanza della previdenza complementare, pure con l’ammissione del prof Paci sulla “ridotta adesione delle fasce più deboli:giovani,donne,piccole e medie imprese,mezzogiorno“. Come dire che la maggioranza di chi potenzialmente costituirebbe il polmone e il maggiore beneficiario della previdenza complementare non riesce e non può sobbarcarsi un onere aggiuntivo in situazione di bassi salari ed alta contribuzione obbligatoria.

Noi continuiamo a credere che la cosiddeta “prima gamba” del sistema previdenziale in realtà…siano due: quella derivante dalla contribuzione obbligatoria a carico di datori di lavoro e dipendenti e quella finanziata dalla fiscalità generale, cioè dalle imposte. Fino a quando non si farà chiarezza sui confini fra “previdenza” (intesa come prestazioni basate sulla sola contribuzione) e “assistenza” (intesa come erogazione di prestazioni finanziarie periodiche a carico delle imposte) non si uscirà fuori dal ginepraio logico-concettuale – meglio forse dire “colpevole confusione” – che avvolge i criteri con quali viene oggi sostenuta la previdenza pubblica e domani si può concepire un diverso modo che coniughi “sostenibilità del sistema” e “pensioni di vecchiaia adeguate”. La previdenza complementare, cosa utile in sé, non può comunque surrogare i limiti di un sistema pubblico ad alta intensità di contribuzione, incapace nel futuro di garantire livelli prestazionali adeguati. La soluzione di questo problema epocale va ricercata, nel contesto di sistema pubblico, in un prudente mix fra fiscalità generale di base e contribuzione previdenziale individuale, come già realizzato in altri Paesi europei.

Numero 1 della Rivista “Nuova Etica Pubblica” – dic 2013

Pubblichiamo il numero 1 – ma c’è stato un numero “0” nel giugno scorso – della rivista della nostra Associazione “Nuova Etica Pubblica“. La tematica prevalente di questo numero è quella dei controlli nelle pubbliche amministrazioni. Il nuovo numero della rivista sarà presentato al CNEL il 27 gennaio prossimo, alla presenza di Manin CARABBA, Paolo DE IOANNA, Guido MELIS e Nicoletta STAME.

 Clicca qui per ingrandire la rivista “Nuova etica pubblica” n. 1 – dicembre 2013

CNEL – Relazione 2013 sulla qualità dei servizi della PA

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Il 10 dicembre ultimo scorso il Presidente del CNEL Antonio MARZANO ha presentato alla Camera dei deputati la “Relazione annuale al Parlamento e al Governo sulla qualità dei servizi offerti dalla PA centrale e locale alle imprese e ai cittadini”. La relazione introduttiva del Consigliere Manin CARABBA è stata incentrata sull’esame del progetto, in fase di piena attuazione con l’ISTAT, di un sistema informativo integrato sulle performance delle pubbliche amministrazioni, centrali e territoriali. La filosofia di fondo del progetto, pienamente condivisa da questa associazione,  è quella di dare priorità a un sistema scientifico di indicatori dei risultati delle pubbliche amministrazioni che possa costituire presto il principale metro di riferimento per la valutazione da parte degli utenti e dell’opinione pubblica dell’operato del Settore pubblico del Paese.

CNEL – Relazione 2013 al Parlamento e al Governo sulla qualità dei servizi pubblici

 Manin CARABBA – Relazione introduttiva 2013