La locuzione “Fiscal compact” é divenuta ormai un “termine spauracchio” con cui si sintetizza, nella mente dei più, una serie di regole restrittive che rischiano di strozzare l’economia dei Paesi UE, fra quali l’Italia.
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Fonti del diritto europeo – Fiscal compact, six pack, two pack.
VEDI ANCHE “LE FONTI DEL DIRITTO EUROPEO”- clicca qui.
Le regole del cosiddetto “Fiscal compact” sono vaste e articolate: esse sono state prodotte a livello UE e di Stati nazionali negli anni 2011-2013, a ridosso delle crisi finanziarie di questi anni.
L’intero “pacchetto normativo” è costituito dal “Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell’Unione economica e monetaria” (vedi qui il testo ), firmato il 2 marzo 2012 (ratificato in Italia con Legge 23 lug 2012, n. 114) ed entrato in vigore il 1° gennaio 2013 . Come previsto dal trattato, lo Stato italiano si dotò di disposizioni di rango costituzionale (Legge costituzionale n 1/2012) conformi al Trattato stesso e tali da garantire la correzione degli scostamenti finanziari (vedi qui l’articolo 81 Cost modificato) e di una “legge rinforzata” (vedi qui Legge 243 del 2012 sul pareggio del bilancio dello Stato).
Fondamentali, peraltro, per delineare il quadro normativo di salvaguardia degli Stati dai disavanzi eccessivi pubblici previsto dall’articolo 126 TFUE (vedi), firmato a Lisbona nel 2007 (vedi qui il testo del Trattato), sono i due “pacchetti di Regolamenti e Direttiva, denominati “Six pack” (anno 2011) e “Two pack” (anno 2013).
Il Six pack del 2011 è composto di 5 Regolamenti e una Direttiva. Essi sono: 1) Regolamento n 1173 del 16 nov 2011 su sanzioni e ammende; 2) Regolamento n 1174 del 16 nov 2011, ancora su ammende; 3) Regolamento n 1175 del 16 nov 2011 – modifica del reg CE n 1466/97 ; 4) Regolamento n 1176/2011 su “meccanismo di allerta e quadro di valutazione”; 5) Regolamento n 1177/2011, di modifica del Regolamento CE n 1467/97; 6) Direttiva n. 85 dell’8 nov 2011 sulle regole di bilancio degli Stati nazionali.
Il Two pack del 2013 è composto dai seguenti due Regolamenti, cogenti in tutta l’area euro: 1) Regolamento n 472 del 10 mag 2013 sulla sorveglianza rafforzata agli Stati in difficoltà; 2) Regolamento n 473 del 21 mag 2013 sul monitoraggio rafforzato delle politiche di bilancio degli Stati.
Il complesso degli atti normativi sopra richiamati é il frutto di una progressiva, stringente operazione di “incardinamento” delle politiche fiscali dei Paesi euro dentro un sistema di regole e di deroghe minutamente regolato. Ne emerge una modalità totalmente modificata di gestione delle politiche economiche e di bilancio. Per un ottimo approfondimento sulle modifiche indotte dal “Fiscal compact” si veda lo studio del Servizio bilancio del Senato (giugno 2013) La governance economica europea – 2013
Vedi anche su queso sito: Fiscal compact: LA REGOLA DEL DEBITO – clicca qui.
Le fonti del diritto dell’Unione europea.
Ci sembra utile riepilogare con un sintetico “vademecum” la geografia delle fonti del diritto della UE, note ai giuristi e agli addetti ai lavori, ma ostiche – per via della loro complicata stratificazione nel tempo – per i più.
L’impianto globale dell’Unione europea si regge su due trattati internazionali – il TUE (trattato dell’Unione europea) e il TFUE (trattato sul funzionamento dell’Unione europea), che sono stati firmati a Lisbona il 13 dicembre 2007 ( da cui la locuzione “Trattato di Lisbona“) ed entrati in vigore il 1° dicembre 2009 – Vedi qui il testo dei due trattati. In Italia i due trattati furono ratificati con la legge 2 agosto 2008, n. 130, su G.U. n. 185 dell’8-8-2008 – Suppl. Ordinario n. 188. I Trattati in questione sostituiscono e consolidano i contenuti del “Trattato sull’Unione europea” firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 (vedi qui), nonché le relative modifiche scaturite dal Trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997 (vedi qui il testo).
Il TUE (Trattato sull’Unione europea) espone i principi cardine su cui si fonda la UE e delinea il quadro e i poteri delle “Istituzioni dell’Unione” (gli articoli 13 e seg. prevedono il Parlamento europeo, Il Consiglio europeo, il Consiglio, la Commissione europea, la Corte di Giustizia, la Banca centrale europea (BCE), la Corte dei Conti) e stabilisce la personalità giuridica dell’Unione (articolo 47). Il TUE sostituisce e consolida i principi cardine sull’Unione contenuti nell’omonimo “Trattato sull’Unione europea” firmato a Maastricht.
Il TFUE (trattato sul funzionamento dell’Unione europea), composto di 358 articoli, sostituisce e consolida i contenuti degli articoli G, H e I del Trattato di Mastricht del ’92, i quali ultimi, a loro volta, sostituivano e inglobavano i contenuti del “TCE- Trattato che istituisce la Comunità economica europea” (“Cee“) – firmato a Roma nel 1957 (articolo G), del “Trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio” (“Ceca“) – firmato a Parigi nel 1951 (articolo H) e del “Trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica” (“Euratom“) – firmato a Roma nel 1957 (articolo I). Il TFUE è la fonte dispositiva da cui si originano le regole di funzionamento dell’Unione, fra le quali ricordiamo il “famigerato” articolo 126 (vedi qui) e del relativo Protocollo n 12 (vedi qui), anch’essi ripresi dal trattato di Maastricht, in cui è prevista la procedura per “i disavanzi eccessivi” nei conti pubblici dei Paesi membri.
Precedente protocollo dei disavanzi effettivi dal-trattato-di-Maastricht
Per approfondire: Wikipedia – storia del trattato di Maastricht —- Sito dell’Unione europea – Trattati dell’UE ——- Wikipedia – Trattati sull’Unione europea SCHEMA STORICO
Forma giuridica diversa ha, invece, il Patto di stabilità e crescita (PSC) – Vedi approfondimento – che prese le mosse da una risoluzione politica del Consiglio europeo, adottata ad Amsterdam il 17 giugno 1997 in vista dell’introduzione della moneta unica (Vedi qui). IL PSC era ed è finalizzato all’instaurazione di procedure stringenti per il rispetto dei cosiddetti “parametri di Maastricht” (protocollo di cui sopra) e si concretizzò con il Regolamento n. 1466 del 7 luglio 1997 (vedi) che, come noto, è una fonte giuridica diversa dal Trattato ma che, a termini dell’articolo 288 del TFUE, “è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri“.
Il Regolamento n. 1466/97 è stato più volte rivisitato. Attualmente risulta integrato e sostituito da un pacchetto di Regolamenti UE e dal Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nelle UE dell’anno 2012, complessivamente conosciuti come “Fiscal Compact” – Vedi qui le fonti di diritto vigenti.
Patto di stabilità e crescita – Regolamento n. 1466/97
VEDI QUI LE NUOVE FONTI GIURIDICHE DEL “FISCAL COMPACT” – clicca qui
Testo originario del Regolamento sul Patto di Stabilità e Crescita (PSC), adottato dal Consiglio europeo il 7 luglio 1997 con il numero 1466, in applicazione del Trattato di Maastricht.
Vedi qui le modifiche successive a detto regolamento – Sorveglianza delle politiche di bilancio -Regolamenti UE
Il colpo di Stato avvenuto nel 1997 con l’introduzione del Patto di stabilità.
Giuseppe Guarino, di anni 92, professore emerito di diritto pubblico dell’economia, Ministro delle Finanze nel Governo Fanfani VI e dell’Industria nel Governo Amato, non può esattamente essere considerato un “black bloc”, un “indignato” o un “No TAV”. Eppure quest’uomo anziano dal prestigio unanimemente riconosciuto non esita a definire un “colpo di Stato” non cruento l’entrata in vigore del Regolamento n. 1466 del 7 luglio 1997 con il quale fu introdotto il “Patto di stabilità e crescita” nell’area dei paesi UE. L’accusa formale è quella di aver contravvenuto ai principi contenuti nel Trattato dell’unione europea – in particolare gli articoli 103, par 5 e 189 C; in sostanza l'”accusa formale” sviluppa un ragionamento – che è difficile non condividere visti gli andamenti dell PIL europeo dal 1999 in poi – secondo il quale quel Regolamento, così come congegnato, ha sacrificato la possibilità – e la sovranità – di vari Stati aderenti di poter attivar meccanismi di crescita delle loro economie.
Per un utile approfondimento del tema rimandiamo al sito “le formiche.net” sul quale é pubblicato un saggio in 5 puntate sulla questione dell’illegittimità del PSC
Giuseppe Guarino – Saggio di verità sull’Europa e sull’euro
Intervista del prof. Guarino a Italiaoggi – 25 ottobre 2013
Civium libertas – recensione al libro “Cittadini europei e crisi dell’euro” – G. Guarino 2014
L’economia della nazione – Antonella Crescenzi
Antonella Crescenzi – indice ed estratto
E’ uscito nelle librerie un volumetto tascabile di 140 pagine scritto per la casa editrice della Luiss da Antonella Crescenzi, già dirigente del MEF alla Direzione generale del Tesoro.
Si tratta della nuova collana “Piccole Introduzioni Luiss”, dal formato ridotto e dal prezzo molto contenuto (8 euro) che si propone di affrontare temi complessi delle scienze sociali in modo accessibile ma rigoroso.
Il volumetto intitolato “L’economia della nazione” cerca di spiegare che cos’è l’economia, come funziona il sistema economico e sintetizza anche le principali questioni dell’economia italiana (tra cui ovviamente gli squilibri di genere). Il tutto è espresso il più possibile con parole semplici, con esempi pratici, schemi e grafici. Con intento didattico e divulgativo.
WTO e Unione europea: incompatibilità di sistemi?
Dario Ciccarelli è un dirigente pubblico, già rappresentante per l’Italia del Ministero del Commercio con l’estero presso l’Organizzazione mondiale del Commercio (WTO). Nel suo recente libro, la cui copertina si riproduce qui sopra, l’Autore espone una tesi esplicitamente dirompente che riportiamo con le sue stesse parole: “..poiché sussiste una palese incompatibilità, fisica ancor prima che giuridica, fra l’Organizzazione mondiale del Commercio e l’Unione europea, occorre prendere atto che il 15 aprile 1994 il Trattato istitutivo dell’Organizzazione mondiale del Commercio cancellò la ragion d’essere dell’Unione europea e abrogò i trattati comunitari. Per l’ìItalia a tale abrogazione provvedeva la legge n. 747 del 29 dicembre 1994 con la quale il Parlamento italiano ratificò il trattato istitutivo dell’OMG-WTO.” La radicalità di questa posizione, più che alle speculazioni politiche che potrebbero essere imbastite sul punto se una tesi siffatta ricevesse ulteriori consensi sul suo fondamento “filologico-giuridico” (sul punto si vedano anche le opinioni di noti giuristi, riportate dall’Autore sull’articolo di sintesi del suo pensiero pubblicato nell’aprile 2014 sulla “Rivista della cooperazione giuridica internazionale” – vedi qui) , a noi ha fatto pensare immediatamente alla dimostrazione storica, operata da Lorenzo Valla nel ‘400, della falsità della “donazione di Costantino“, atto giuridico apocrifo del 315 d.C. sul quale si era fondato l’intero impianto giuridico del potere papale del Medio-Evo. Lungi dall’intento di schernire con questo richiamo la tesi giuridica dell’Autore, il paragone intende piuttosto riportare questi argomenti in un contesto di lettura storica e politologica: qualunque impianto giuridico formale – in ispecie quelli regolatori, non di un territorio geografico definito, ma del “mondo” – soffre quasi per definizione della difficoltà di “rappresentare”, di “racchiudere in sé ” , di “porre in equilibrio” la molteplice varietà di interessi e di complessità che cerca di regolare. Ancora più multiforme si manifesta un panorama giuridico nel quale sono in campo 159 Stati (il WTO), 27 dei quali sono vincolati fra loro da un altro trattato “specifico” (L’Unione europea). L’apporto che il giurista può e deve arrecare in tale contesto è quello dell’immissione della razionalità del pensiero – che si fa norma – nella complessità del reale. In questo senso risulta prezioso, non solo il pamphlet che ci regala Dario Ciccarelli, ma anche il dibattito di altissima qualità che ne é seguito fra giuristi e politici, in occasione della presentazione del libro alla Camera dei Deputati lo scorso 29 ottobre 2014 – vedi Programma ufficiale . Pubblichiamo la registrazione integrale del dibattito assunta dal sito “salvo 5 punto zero – clicca qui“.
Oltre ai molteplici spunti su questioni fondamentali di diritto internazionale, pare di toccare con mano anche in questa occasione un dato, di natura giuridica ed extra-giuridica insieme: l’insofferenza e i dubbi che si addensano nel pensiero dei più su un impianto – quello dell’Unione europea- che è sostanzialmente caratterizzato da “cessioni progressive” di sovranità nazionale: “la sovranità si cede in toto, nella sua integralità, oppure no” ha opportunamente osservato Augusto Sinagra. La verità che ci consegna l’onesta valutazione dell’esistente è quella di un ordinamento giuridico federale incompiuto, perennemente in mezzo al guado, che nel periodo più ambiguo della sua storia si presenta come un mostriciattolo inconcludente, gestito da una congrega di soggetti statali e nazionali diffidenti uno dell’altro. Un panorama indegno delle giuste ambizioni di Altiero Spinelli e dei Padri fondatori dell’Europa unita.
Giuseppe Beato
Diritto internazionale – testi normativi
Vai al link qui sotto per consultare i più importanti testi normativi che regolano il diritto fra gli Stati e della Comunità internazionale.
I più importanti testi normativi di diritto internazionale
Dal Forum di Villa d’Este a Cernobbio – Situazione del mercato del lavoro e della produttività nei Paesi UE
Temi cardine al Forum “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive” – organizzato dalla Fondazione Ambrosetti e attualmente in corso presso Villa d’Este a Cernobbio – sono quelli del mercato del lavoro e della produttività nei paesi UE: strettamente collegati, come evidente, i due temi vengono dibattuti sulla base dei documenti ufficiali che pubblichiamo qui sotto:
Priorità e linee di azione per la crescita dell’Europa: il circolo vizioso della produttività.
Lo scenario del mercato del lavoro in Europa: dati e prospettive (in lingua inglese).
Vado via, devo cercare la mia vita
Un’inchiesta pubblicata su “Il Fatto Quotidiano” del 30 giugno ci racconta della voglia di fuga che serpeggia nella comunità degli Italiani.
La Germania ha sforato il tetto del surplus commerciale
Kazakhistan, Italia e petrolio.
Arabia Saudita, Iran e pace in Medio oriente.
Pubblichiamo il link a un articolo di Paolo Mastrolilli su La Stampa del 17 giu 2014 con una tesi molto interessante: dal rapporto fra i due Stati Arabia Saudita Iran passa la pace in medio oriente.
Paolo Mastrolilli La Stampa – Come si esce dal caos iracheno.
RELAZIONE DELLA BANCA D’ITALIA SUL 2013 – CONSIDERAZIONI FINALI DEL GOVERNATORE
Pubblichiamo la relazione finale della Banca d’Italia per il 2013 e le considerazioni finali del Governatore Ignazio Visco.
VIDEO – Considerazioni finali del Governatore.
Considerazioni finali della Relazione 2013.
Banca d’Italia – Relazione sul 2013.
Corriere della Sera 31 mag 2014 -VISCO: l’Italia torni ad investire.
Vedi anche in questo sito I mutamenti e le evoluzioni del ruolo della Banca d’Italia.
BANCA D’ITALIA
Nell’imminenza della Relazione annuale del Governatore della Banca d’Italia, presentiamo due articoli di quotidiani che illustrano diffusamente i mutamenti e le evoluzioni del ruolo della nostra Banca centrale, ancora uno degli elementi di punta dell’Amministrazione pubblica italiana.
La Repubblica 26 mag 2014 – La metamorfosi della Banca d’Italia
Il Foglio 3 feb 2014 – La riforma della Banca d’Italia
Romano Prodi: “Continuiamo a farci del male”
Le decisioni di politica economica del Governo Renzi – Antonella Crescenzi
Una sintetica esposizione delle problematiche di politica economica attuali e delle logiche di scelta del governo Renzi.
Politica economica Governo Renzi -aprile 2014
COME SI PAGANO I 68 MILIARDI DI DEBITO DI SPESA ALLE IMPRESE CREDITRICI DELLO STATO?
Per comprendere i meccanismi dell’operazione di sblocco dei crediti alle imprese annunciati oggi 12 marzo dal Presidente del Consiglio Renzi ascoltiamo questa intervista di Franco Bassanini. Si assegnerà una garanzia dello Stato ad operazioni di sconto presso il sistema bancario dei crediti vantati dalle imprese nei confronti delle Pubbliche amministrazioni. Le banche che concederanno questi sconti acquisiranno nel proprio patrimonio crediti sicuri perché garantiti dallo Stato. Questa operazione è stata già effettuata in Spagna.
L’intervista del Presidente della Cassa depositi e prestiti è stata rilasciata ad Alan Friedmann lo scorso 18 novembre 2013.
Corriere della Sera.it – Intervista di Franco Bassanini ad Alan Friedman
Monitoraggio MEF sui debiti pagati alle imprese
Link al sito del Ministero dell’Economia e finanze che ha pubblicato i dati del monitoraggio sui debiti delle pubbliche amministrazioni pagati alle imprese in applicazione del Decreto legge n 35 dell’ 8 aprile 2013 (convertito in Legge n 64 del giugno successivo). Risultano pagati 21,6 miliardi di euro sui 24,5 disponibili per il 2013. Vedi in proposito anche l’intervista di Alan Friedman a Franco Bassanini sulla possibilità di sbloccare ulteriori 60-70 miliardi di crediti delle imprese (clicca qui)
MEF – MONITORAGGIO AL 22 GENNAIO 2014 DEI PAGAMENTI DEI DEBITI ALLE IMPRESE – link al sito
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UN PASSAGGIO STORICO
Una notizia tenuta abbastanza in secondo piano nonostante la sua importanza: l’articolo de “la Repubblica” dell’8 febbraio 2014 illustra un evento assolutamente nuovo: la Corte costituzionale tedesca (con sede a Karlsruhe) ha deciso di rimettere alla Corte europea di giustizia una questione interpretativa riguardante la normativa europea. Al di là del merito della questione – pure fondamentale trattandosi del “Fondo salva Stati” istituito per la BCE lo scorso anno 2012 – la vera novità è costituita dall’avvenuto riconoscimento da parte della Corte costituzionale tedesca della competenza a decidere di un organo giurisdizionale non tedesco. Con ciò è stato, peraltro, evitato uno strappo drammatico all’impianto giuridico dell’Unione europea.
la Germania si arrende all’Europa